Un nuovo Natale?

Ho immaginato un futuro lontano, nel tempo, nei modi. Nelle idee.

Lontano da un “oggi” che non sento mio.

Un Futuro in cui forse Gesù si ripresenta a noi atei con modi nuovi, e finalmente ci cattura.

Trovate il mio racconto qui -> LINK

Posted in Racconti | Tagged , | Leave a comment

Stupidario – 1

nel nido di cicogna

 

Una cara amica cominciò la carriera di maestra insegnando in un nido.

Dovette smettere per via delle vertigini.

Posted in Stupidario | Tagged , , , | 2 Comments

Follia di Natale

Si avvicina il Natale, e ripropongo un breve racconto che ho scritto tempo fa, e potete trovare qui => LINK

E’ una storia dall’apparenza candida, con un inizio che prevede sorrisi destinati a trasformarsi successivamente in smorfie amare.

Parla di Bologna, del Natale, della Uno Bianca, e di come a volte essere un po’ pazzi ci aiuti ad andare avanti, a dispetto di tutto e tutti.

Buona lettura

Posted in Racconti | Tagged , , , , | Leave a comment

Geometrie di un sentimento – Geometries of a sentiment

 

Disegnami così come mi ricordi, non come mi vedi.

Lascia che la tua mano sia guidata dalle emozioni.

Con un insieme di rette e curve dammi forma su di un foglio bianco.

Ritrova in quei graffi neri l’emozione di un ricordo, un sentimento.

Disegnami per ciò che sono stato, non per ciò che sono.

Metti rettangoli al posto delle braccia. Falle forti per poterti abbracciare.

Un quadrato al posto della testa e un triangolo al posto del cuore.

Colora solo quest’ultimo, di un rosso acceso, e fallo tanto grande da poterti contenere.

 

Ritrova il tuo spazio nel mio cuore con un calcolo in cui è più importante la formula della soluzione.

Base, per altezza, per sempre diviso due.

 

 

Draw me so as you remember me, not as I am.

Let your hand be guided by emotions.

With a set of straight lines and curves give me shape on a white sheet.

Found in those black scratches the emotion of a remembrance, a sentiment.

Draw me for what I have been, not for what I am now.

Put rectangles instead of arms. Make them strong enough to embrace you.

A square instead of the head and a triangle instead of the heart.

Paint only the that one, of  a bright red, and make it bigger enough to contain you.

 

Found your space in my heart with a calculation in which is more important the formula than the solution. Base multiplied by height, forever divided by two.

Posted in Poesie (e dintorni) | Tagged , , | 2 Comments

Coerenza – Coherency

Sono sempre stato una persona coerente. Ricordo che quando avevo 16 anni pensavo di me: “ho 16 anni”.

I’ve always been a coherent person. I remember when I was 16, I was used to say about myself: “I’m 16”

Posted in Riflessioni | Tagged , | 2 Comments

Autunno – Autumn

I colori dell’autunno sono l’ultimo caldo abbraccio dell’estate appena finita

 

 

The colors of autumn are the last warm embrace of the just ended summer.

Posted in Poesie (e dintorni), Riflessioni | Tagged , , , | 2 Comments

Italy Vs Europe

 

Grande Bruno Bozzetto.

Posted in Uncategorized | Leave a comment

Il giocatore di biliardo

 

Un piccolo estratto dal mio secondo libro, ancora in cantiere.

 

“Irene arrivò alla fine del marciapiede che costeggiava il primo binario e si apprestò a uscire dalla stazione ferroviaria del capoluogo emiliano, ma non volle farlo senza prima essere passata davanti al punto nel quale tanti anni prima mani sciagurate avevano collocato una maledetta bomba che aveva strappato via la vita a tante persone innocenti, e che avrebbe per sempre fatto ricordare quella data, il 2 agosto 1980, come il giorno della strage di Bologna.

Lei era ancora molto piccola all’epoca, e le venne in mente di come in quei giorni faticasse a capire il perché del dolore e della rabbia che vedeva dipingersi sul volto delle persone che le stavano attorno, ogni qualvolta un telegiornale offriva le immagini di quella tragedia che, ai suoi occhi di bambina, per fortuna, era così difficile da capire né poteva percepirne pienamente l’orrore. Ora, a distanza di ventisei anni, quei momenti tragici si mostravano ai suoi occhi attraverso lo squarcio nel muro della sala d’attesa di seconda classe, coperto da una lastra di vetro messa lì per proteggere la parete da chissà quale ulteriore affronto, ma che in realtà sembrava un cerotto trasparente cui toccava il difficile compito di impedire che i lembi di quell’orrenda spaccatura si allontanassero ulteriormente l’uno dall’altro…”

Posted in Il giocatore di biliardo | Tagged , , , | Leave a comment

Of Monsters and Men

Non il solito video, non le solite parole.

Da ascoltare e vedere.

.

Not the usual video, nor the usual lyrics.

To be watched and listened.

Posted in Uncategorized | 2 Comments

L’ultimo istante – The last instant

L’ultimo istante dovrebbe essere il più intenso, marcato, quello che ti lascia il sapore più deciso in bocca. Il ricordo destinato a durare. L’ultimo istante è il sunto di ciò che è stato prima. Il tappo messo sulla bottiglia di vino buono. Il bacio sulla fronte prima di andare a dormire. L’ultimo istante dovrebbe essere il preludio a qualcosa ancora da venire. Una speranza. Ma l’ultimo istante in realtà è, e resta, soltanto l’ultimo squarcio di luce su ciò che è appena finito.

.

The last instant should be the most intense, marked, the one that leaves the stronger taste in your mouth. The memory that will last. The last instant is the summary of what has gone before. The cap placed on a bottle of good wine. The kiss on the forehead before going to sleep.

The last instant should be the prelude to something that has still to come. A hope. But the last instant in reality is, and remains, only the last glimmer of light on what has just ended.

Posted in Riflessioni | Tagged , , , | Leave a comment